Le cefalee secondarie
Il corso d’aggiornamento sulle cefalee secondarie si è svolto regolarmente il 14/01/2006 presso l’ex convento di San Francesco in Sciacca.
Presenti 69 partecipanti, in prevalenza MMG, ma anche medici ospedalieri, del pronto soccorso e medici della continuità assistenziale.
I lavori sono iniziati alle ore 8:30 con la distribuzione e la compilazione del pretest.
Alle ore 9:00 la relazione introduttiva del Dott. A. Sandullo che dopo aveva illustrato il programma didattico e aver presentato i relatori, ha illustrato gli obiettivi del corso: ampliare le conoscenze di MMg, sulle Cefalee Secondarie, sulle cosiddette “Cefalee Pericolose”, sul ruolo del MMg, che apparentemente intruso in realtà è colui che deve prontamente sospettare attraverso il riconoscimento dei segni e sintomi di “ALLARME” la possibilità di una Cefalea secondaria per indirizzare il paziente all’iter diagnostico e/o specialistico più idoneo, poiché la mancata diagnosi può mettere in pericolo la vita del paziente.
Alle ore 9:30 ha relazionato il Dott. F. Brighina il quale ha affrontato il capitolo delle “Cefalee Pericolose” dal punto di vita classificativo, clinico, diagnostico e terapeutico. Dalla E.S.A all’ematoma subdurale, dalle Meningo-Encefaliti ai pressi espansivi, mettendo in evidenza la necessità della D.D. tra le Cefalee Primarie e le Cefalee Secondarie ad esordio acuto e ad esordio progressivo-lento, ribadendo la necessità di un corretto inquadramento diagnostico: quando fare la TAC e quando la RMN: indicazioni e limiti. Infine ha presentato in plenaria due casi clinici che hanno stimolato molto l’interattività con l’uditorio.
Alle ore 10:30 il Dott. G. La Pegna ha parlato della relazione che intercorre tra alcune anomalie cardiache quale la pervietà del forare ovale (FOP) l’emicrania lo stroke. Ha presentato numerosi dati della letteratura che evidenziano una prevalenza di FOP negli Emicranici maggiore rispetto alla popolazione generale, e una maggiore prevalenza di Stroke negli emicranici, soprattutto su donne giovani e con altri fattori di rischio, individuando nel FOP un fattore di rischio per Stroke, tramite il meccanismo del tromboembolismo retrogrado.
Dopo il Break, alle ore 11:30 i lavori riprendono con la relazione del Dott.A. Sandullo sulla “Cefalea nello Stroke ischemico” che ribadendo il rischio aumentato di Stroke negli emicranici, specie se Donne giovani affetta da E.C.A che assumono estrogeni, che fumano e che hanno altri F.R aggiuntivi quali ipertensione arteriosa, obesità, diabete, aterosclerosi carotidea, o condizioni genetiche predisposti quali Cadasil, Melas, iperomocisteinemia o ipercoagulabilità descrive le caratteristiche della cefalea nei TIA e negli Strokes le modalità di presentazione a secondo della origine embolia o trombotica e della sede.
Infine presenta in plenaria un caso clinico di Aura Sintomatica che da l’opportunità di presentare ai partecipanti gli elementi clinici e semeiologici per una corretta D.D. tra aura Sintomatica e Aura Emicranica.
Dalle ore 12:30 alle 13:00 il Dott. A. Tornambè ha relazionato sulla cefalea post traumatica, ponendo l’attenzione prevalentemente sul “colpo di frusta” del rachide cervicale secondario a incidenti stradali, evidenziando le grosse implicazioni che tale patologia ha non solo dal punto di vista clinico (sintomatologia immediata e tardiva) ma soprattutto dal punto di vista assicurativo, della medicina legale e infortunistica.
Dopo la pausa pranzo, alle ore 14:30 i lavori riprendono con la relazione del Dott. F. Santangelo sulle “Cefalee nelle malattie Sistematiche” che dopo una attenta classificazione gerarchica, descrive i principali quadri di cefalea in corso di malattie infettive, malattie sistemiche (I.A. – Ipotiroidismo, Ipoglicemia, dialisi, altitudine, apnea ecc..)
Soffermandosi più dettagliatamente e descrivere la Cefalea in corso di encefalite da H. Zoster e nelle Artrite di Horton.
Alle ore 15:30 la relazione conclusiva delle D.ssa G.Abate sulla cefalea secondaria a “turbe psichiatriche”, che ha messo in evidenzia come i disturbi psichiatrici ansia, depressione e disturbi personalità siano causa di cronicizzazione del dolore cefalico e che questo comporta notevoli implicazioni di termine di salute pubblica: dai costi per le richieste continue di accertamenti, alla qualità di vita. Ha concluso evidenziando la necessita di ricercare e di identificare precocemente la comorbidità psichiatrica per instaurare un trattamento specifico e prevenire la cronicizzazione.
Alle ore 16:30 sono stati compilati i post test e si sono conclusi i lavori.