Corso di Posturologia: Valutazioni cliniche ed applicazioni pratiche
Il corso di Posturologia si svolgerà il 20 Novembre 2010 presso la Sala Convento Carmine, Corso Roma, Licata (Ag).
ATTENZIONE Corso a numero chiuso per Fisioterapisti, Massofisioterapisti, Terapisti della Riabilitazione ed iscritti al III anno del Corso di Laurea in Fisioterapia: 50 posti disponibili, le prenotazioni vanno effettuate inviando i propri dati anagrafici all'indirizzo info@omniacongress.com entro il 10 Novembre 2010.
E' previsto l'accreditamento di n. 8 crediti ECM.
Per postura possiamo intendere la posizione del corpo nello spazio e la relazione spaziale tra i segmenti scheletrici, il cui fine è il mantenimento dell’equilibrio (funzione antigravitaria), sia in condizioni statiche che dinamiche, cui concorrono fattori neurofisiologici, biomeccanici, psicoemotivi e relazionali, legati anche all’evoluzione della specie.
PERCHE POSTUROLOGIA? L’importanza che essa oggi stà rivestendo, in una visione olistica del soggetto, permette all’operatore di intercettare un disturbo, ed intervenire tempestivamente sulle cause e non sui sintomi il cui fine è ridare al paziente di nuovo la sua omeostasi. La posturologia esamina il soggetto nella sua globalità; durante le osservazioni si è evidenziato che alcune patologie sono legate ad una meccanica alterata e ad una non perfetta integrazione informazionale del sistema tonico posturale. A tal proposito si sono messi a punto dei test che permettono di individuare la causa e proporre una strategia d’azione. Durante la pratica medica quotidiana la componente meccanica viene spesso trascurata o considerata secondaria. In posturologia invece riveste importanza rilevante in quanto a monte della disfunzione si riscontrano alterate funzionalità in grado di provocare a loro volta patologia.
Cenni storici Bisogna conoscere il conosciuto per sapere i confini del non conosciuto. L’uomo non si tiene eretto da solo: Questa è una evidenza non necessariamente condivisa da tutti Quando si sta bene non ci si pone domande; Ma quando si sta male o scomodi in una postura allora ci si comincia a porre dei Quesiti. Perché ho delle vertigini? Perché ho male al collo? Perché ho male alla schiena? Perché ho male alle ginocchia? Perché ho male ai piedi? Perché ho dei dolori lungo il mio asse corporeo? Perché ho difficoltà a stare in piedi? Questa è la domanda della posturologia. L’atto di nascita della posturologia è datato 1664 (Cartesio) Trattato sull’uomo. Prima di Cartesio non si era ancora posta la domanda di quali fossero i meccanismi che regolano la stazione eretta. Ma saranno necessari altri 300 anni per cominciare a trovare altri elementi che daranno una risposta, altri autori hanno cercato di trovare dei meccanismi che dessero la risposta alla stazione eretta, si sono trovati nell’orecchio, nell’occhio, nel piede, nella pelle ecc ma solo Vierdt ha dato un senso di tipo cibernetico legando tutte le informazioni fino ad allora scoperte. Oggi si è scoperto che l’uomo in stazione eretta non è in equilibrio ma è stabile perché è incapace di gestire due forze uguali e contrarie, esso infatti stabilizza la sua proiezione del poligono di appoggio in un quadrato di circa 1 cm ricadente tra i piedi. Il sistema posturale è un sistema cibernetico ad entrate plurime (occhio, piede, pelle mandibola vestibolo) comandato da un computer centrale (corteccia) in grado di autoregolarsi in tempo reale in base alle influenze esterne. E’ un sistema dinamico non lineare cioè non c’è relazione diretta tra causa ed effetto ed agisce secondo i sistemi matematici caotici o sistemi complessi. Pertanto non è un sistema diagnostico non convenzionale. La disciplina si clinica si basa nel sapere interpretare attraverso dei test specifici quali siano le incongruenze relazionali tra i sottosistemi in modo da individuare la causa che genera a cascata tutta una serie di modificazioni muscolari psichiche emotive scheletriche ecc tali che il prolungarsi nel tempo instauri una patologia conclamata. Il funzionamento di sistemi complessi di questo genere è determinato in generale da: a. Caratteristiche dei componenti e dei sottosistemi (es. la soglia di stimolazione dei fusi neuromuscolari, la gamma di sensibilità dei recettori articolari, le caratteristiche del vestibolo). b. Modalità di interazione tra i componenti e quindi struttura delle connessioni. c. Segnali di ingresso a livello delle entrate del sistema (piede, occhio, apparato muscolo-scheletrico…).Inoltre, i sistemi di questo tipo rispondono alle leggi che regolano i sistemi complessi: • Totalità: ogni componente il sistema è in stretta interconnessione con gli altri componenti; pertanto una modificazione di uno dei componenti, o sottosistema, comporta una modificazione di tutto il sistema. Ad esempio, una modificazione dell’ingresso propriocettivo podalico è in grado di modificare le forie oculari e l’equilibrio occlusale, l’attività delle catene muscolari antigravitarie, le coordinate del centro di gravità, nonché la precisione e l’economia del sistema. A questa legge della totalità consegue la non sommatività (semplice somma delle attività dei singoli sottosistemi): la funzionalità del sistema tonico posturale è altro e di più della semplice somma delle funzioni dei singoli sottosistemi, per cui non è possibile ricavare informazioni sul tutto analizzando soltanto una singola funzione. • Equifinalità: in un sistema circolare e interconnesso, ciò che importa non è lo stato dei singoli sottosistemi, ma la modalità di comunicazione e di interazione tra gli stessi. Lo stesso risultato funzionale può essere ottenuto per mezzo di differenti modalità di interazione e di stato dei singoli sottosistemi. L’equilibrio posturale viene mantenuto usando differenti strategie sensoriali e motorie in differenti situazioni ambientali e in differenti soggetti. Retroazione: per poter funzionare in modo efficiente, il sistema deve essere costantemente informato sul valore dei suoi output e dei suoi sottosistemi. In altri termini le stesse uscite del sistema ne rappresentano anche delle entrate. Gli effettori del sistema posturale, i muscoli antigravitari, sono al tempo stesso recettori che producono un input propriocettivo per controllarne l’adeguatezza e l’efficienza, mediante un processo di reafferentazione. • Calibrazione: un sistema è stabile rispetto alle sue variabili (input) se queste si mantengono entro determinati valori. La legge della calibrazione esprime la tollerabilità del sistema alle variazioni ambientali a alle variazioni di stato dei suoi sottosistemi. È la calibrazione che ci spiega la variazione sintomatologica intra e interindividuale che spesso si osserva ad apparente parità di situazione fisiopatologica. • Ridondanza: il sistema tonico posturale è un sistema polisensoriale (visivo, propriocettivo, esterocettivo…), in cui le informazioni sensoriali hanno frequentemente lo stesso significato informazionale. Il sistema è efficiente quando è in grado di selezionare, in ogni situazione, la/le informazione/ i sensoriali più idonee a mantenere l’equilibrio posturale nel modo più corretto ed ergonomico. • Preferenzialità: il sistema tonico posturale è un sistema polisensoriale che integra informazioni visive, propriocettive, labirintiche: in ogni individuo, e ancora più specificatamente in ogni età dell’individuo, esiste una strategia sensoriale preferenziale. Ciascun individuo, in situazioni analoghe, utilizza questi canali sensoriali in modo differente. Avremo così individui che utilizzano soprattutto le informazioni visive, altri quello propriocettive, altri quelle labirintiche. È la prefenzialità che ci consente di capire la nota variazione sintomatologia interindividuale in rapporto con simili condizioni fisiopatologiche. Il controllo posturale si compenetra in alcuni suoi aspetti al controllo motorio, nel senso che le reazioni statiche antigravitarie sono comunque una forma di comportamento motorio. D’altronde, l’intimo rapporto tra tono posturale e movimento è documentato dal fatto che non c’è alcun caso di coordinazione motoria patologica nel quale non si manifesti contemporaneamente una patologia del tono e che le strutture nervose implicate sono le stesse (es. cervelletto, nucleo rosso, nucleo pallido). In definitiva, ci si trova così di fronte al problema riguardante le modalità con cui il sistema nervoso centrale regola un atto motorio, sia esso tonico antigravitario sia esso fasico, oculomotorio o muscolo-scheletrico.