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Organizzazione convegni in campo sanitario ed eventi professionali

4° Congresso AIP Regione Sicilia. La complessità del paziente Psicogeriatrico: certezze attuali e sfide per il futuro.

Il congresso si svolgerà il 25 e 26 Marzo 2011 presso la Sala Conferenze dell' Hotel della Valle di Agrigento.

ATTENZIONE Il Congresso è a numero chiuso: n. 60 posti disponibili per Medico Chirurgo, Specializzato in Psichiatria, Geriatria, Neurologia, Medicina Interna, Medicina Generale e Radiodiagnostica; n. 50 posti disponibili per Infermiere professionale; n. 20 posti disponibili per Psicologo. Le prenotazioni vanno effettuate inviando i propri dati anagrafici all'indirizzo info@omniacongress.com o inviando un fax. al numero 0922.1836320 entro il 10 Marzo 2011.

Per il congresso sono stati richiesti e assegnati crediti formativi ECM:

E' previsto l'accreditamento di n. 9 crediti ECM per Medico Chirurgo.

E' previsto l'accreditamento di n. 11 crediti ECM per Psicologi.

E' previsto l'accreditamento di n. 10 crediti ECM per Infermieri.

Il fattore “aumento dell’aspettativa di vita” ha conseguentemente fatto registrare una maggiore incidenza di malattie dell’anziano. L’assistenza al paziente anziano pone il personale sanitario medico e non medico di fronte alla necessità di un impegno etico e professionale maggiore. La collaborazione e il confronto di professionalità diverse inserite in un complesso gestionale integrato e completo risulta indispensabile per una “presa in carico” ottimale della patologia neuro-degenerativa dell’anziano. Parlare di prevenzione nell’ambito delle demenza e delle patologie degenerative nell’anziano discende da un input relativo a moderne e recenti acquisizioni in campo teorico, ma acquisisce valore pratico in quanto consente di prendere atto che la prevenzione può essere un elemento di migliore assistenza sanitaria. Un altro aspetto che si vuole approfondire e dibattere nel convegno è rappresentato dalla diagnostica e dal trattamento non farmacologico nel parkinson e nelle demenze. Riconoscere i tempi e le modalità di assistenza del paziente con malattie neurodegenerative sono aspetti che necessitano discussione e approfondimento. Sotto questo profilo i recenti progressi nell’ambito della medicina nucleare e della neuroradiologia rappresentano realtà avanzate che i clinici in generale, ma soprattutto geriatri, neurologi, psichiatri devono acquisire per una diagnosi più corretta e per una migliore impostazione della terapia. Ma tutto ciò non esime naturalmente dal dibattere anche i più recenti progressi compiuti nel campo delle terapie farmacologiche sia delle demenze che dei disturbi del movimento. La revisione dei modelli teorici di trattamento, e le nuove prospettive aperte dalle più recenti conoscenze di base, impongono un confronto e un dibattito più serrato tra i diversi specialisti impegnati in questo ambito. La patologia neurodegenerativa ha inevitabilmente un decorso cronico ed irreversibile. Tenendo presente tale aspetto, unitamente alla fragilità del paziente anziano, si arriva per varie concause e in particolare nelle fasi avanzate della malattia al ricovero ospedaliero di elezione. Per tale motivo è sembrato opportuno coinvolgere anche gli specialisti ospedalieri di altri settori, quali l’internista, il diabetologo, il fisiatra, lo psichiatra, l’infermiere, lo psicologo e cosi via. Il sussidio di tali diversi apporti specialistici è irrinunciabile, specie nelle fasi terminali e o complicate; e sotto questo aspetto un rilievo notevole hanno assunto strutture come l’Hospice, quando occorre gestire un improvviso peggioramento della malattia con la comparsa di fenomeni importanti come il dolore e le problematiche della nutrizione. Sotto questo ultimo profilo nel convegno si intende affrontare la tematica dell’assistenza all’anziano complicato non tralasciando anche gli aspetti che coinvolgono la medicina territoriale e i rapporti con lo specialista ospedaliero. Epilessia, dolore, disturbi psichiatrici che sopravvengono in un paziente normalmente assistito nel territorio comportano una modalità di approccio integrato che coinvolge inevitabilmente il medico Ospedaliero. Necessario dunque il confronto con i medici del territorio, le altre figure assistenziali extraospedaliere, e la famiglia, che deve essere coinvolta totalmente nella condivisione della malattia per migliorare la qualità di vita di questi pazienti.